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PostHeaderIcon Against Bologna Process! We are your experts!!

Martedì 16 Marzo 2010 22:14 | PDF Stampa
against_bologna_processOggi nell’Aula Magna di Palazzo del Bo, sede del rettorato dell’Università di Padova, era in programma un convegno dal titolo “Per una mobilità accademica di qualità”, seminario nazionale organizzato dal gruppo italiano dei Bologna Experts e rientrante nella campagna di informazione sul Processo di Bologna. Abbiamo sentito l’esigenza di esprimere la contrarietà e le problematiche emerse nelle giornate viennesi di mobilitazione e assemblee , ma che da 10 anni ribadiamo ogni giorno nelle nostre Facoltà. In tanti abbiamo dato vita ad un presidio rumoroso i cui slogan che venivano via via scanditi riecheggiavano fin dentro l’Aula Magna.

“Against Bologna Process! Make our university” lo striscione appeso sulle colonne dell’università a ribadire il fallimento di questo processo europeo e rivendicare spazi, tempi  e soldi per la costruzione dell’ università che vogliamo. A sottolineare l’intenzione di continuare sulla via del progetto di autoriforma abbiamo portato con noi alcune valigie da consegnare ai partecipanti al seminario per mandare loro in erasmus, affinchè la finiscano con questo processo di distruzione dell’università  italiana e lascino spazio per la costruzione di una nuova università a chi la vive realmente ogni giorno.

La partecipazione degli studenti era espressamente esclusa, tanto che il Bo’ era blindato dalla celere, e abbiamo chiesto con forza di entrare durante la tavola rotonda in corso per portare le nostre istanze. Di fronte all’evidente fallimento del Processo di Bologna non hanno potuto far altro che lasciarci entrare: portando con sé alcune valigie qualche studente è salito a leggere il comunicato che nello stesso tempo si stava distribuendo in strada ai passanti  e ha ribadito che non può essere fatto alcun ragionamento sulla situazione dell’università italiana che non parta dalla consapevolezza che il Bologna Process è fallito e che le contestazioni che si stanno producendo in tutti i sistemi formativi europei dimostrano come chi vive e costruisce l’università, studenti ricercatori e docenti, non sono disposti ad accettare passivamente le conseguenze che lo stesso Bologna Process ha portato all’interno degli atenei di tutta Europa.
Inoltre, entrando nel merito delle questioni discusse quest’oggi è stato ribadito che il Bologna Process non ha affatto incrementato la mobilità studentesca europea e che pensare ad un investimento in questo senso non può slegarsi dalla necessità di strutturare un nuovo welfare che sappia cogliere le trasformazioni sociali che hanno investito una generazione che si ritrova privata di immaginarsi un futuro possibile.

 

Di seguito il comunicato e le foto della giornata:


AGAINST BOLOGNA PROCESS!
WE ARE YOUR EXPERTS!



Si discute oggi di mobilità studentesca e di bologna process in questo "virtuoso" ateneo. Un ateneo che da anni è solerte laboratorio dell'applicazione delle logiche aziendalistiche che sottendono ad ogni riforma universitaria dal 1999, anno in cui a Bologna si riunirono gli "esperti" per creare un nuovo sistema formativo europeo all'insegna del 3+2, della creditizzazione e della privatizzazione. Se ne discute ovviamente senza la presenza degli studenti.

Siamo noi invece i veri "bologna experts"  che viviamo ogni giorno sullanostra pelle questa fallimentare organizzazione del sapere. La "mobilità studentesca", la "competitività", l' "eurocompatibilità" sono ormai solo slogan non più in grado di nascondere la vera realtà di questo tanto celebrato processo.

Una realtà che è fatta di dequalificazione del sapere, di frammentazioni e irrigidimento dei percorsi di studi, di sfruttamento della figura dello studente e che parla del fallimento già in atto di queste politiche. Il 3+2 non ha inserito più studenti nel mercato del lavoro, la mobilità non è aumentata ed è noto come i blocchi all’accesso, tra atenei, facoltà, tra il 3 e il 2, tra la laurea e il dottorato superino di gran lunga la possibilità degli spostamenti.

Velate dalle retoriche risolutive del merito e della produttività, le nuove linee guida della imminente riforma Gelmini non fanno altro che confermare queste tendenze e spingere il mondo universitario in un baratro un po' più profondo di quello in cui già si trova.

La crisi dell' Università è stato una dei dati di partenza del movimento dell'Onda in Italia e dei movimenti europei che abbiamo incontrato a Vienna, in occasione della celebrazione dei 10 anni del processo di Bologna.
Da Vienna a Bochum, da Roma a Padova, gli studenti continuano ad organizzarsi per bloccare queste politiche.

Rivendichiamo un sapere diverso, che sia libero e critico, vogliamo che la figura dello studente venga riconosciuta come produttrice di ricchezza e per questo fornita di un reddito. Lo facciamo dentro e fuori dalle università con i progetti di autoriforma e di autoformazione.

Di fronte alle nostre istanze un convegno come questo che parla di un fallimento come quello del processo di Bologna, risulta solo ridicolo.


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