Seminari settimanali presso il Laboratorio d'Inchiesta ed Autoformazione Reality Shock - Da Castel Volturno a Rosarno, racconti di un'Italia impaurita, diffidente e xenofoba; un'Italia sempre più occupata a combattere il "nemico pubblico" di turno, l'immigrato, con forme di violenza, fisica e culturale, tollerate e spesso alimentate dalle istituzioni democratiche. Analisi critica delle paure, dei pregiudizi e delle nuove forme di razzismo prodotte e alimentate dalle politiche di sicurezza in un contesto segnato dalla crisi economica globale e dalla diffusione generalizzata di povertà e precarietà.
Da oggi riprendono le lezioni. e l'onda riprende a scorrere nei corrdoi delle facoltà.
Un'altra volta un'altra onda. è da qui che è partita la mareggiata e qui ritorna. a portare una nuova aria nell'univesità italiana sempre piu martoriata da queste riforme che si susseguono e smantellano il sistema scolastico da anni ormai. Una corsa verso l'aziendalizzazione delle università che non può che abbassare il livello didattico ed extradicattico. A queste condizioni non ci stiamo. noi l'università la vogliamo cambiare.
Partiamo da qui oggi, con dei piccoli articoli scritti per riesumare lo spirito critico che ci ha accompagnato lo scorso inverno.
“Il nostro immaginario collettivo si sta avvelenando. Ci stanno abituando all'inaccettabile”. Il manifesto, 1 agosto 2009
Dopo il reato di clandestinità le ronde. Dopo le ronde l'esame di dialetto per i professori. Ogni giorno una nuova, piccola croce nell'elenco delle vergogne. E noi a guardare lo spettacolo dell'Italia civile che va giù, incerti tra l'indignazione etica e il disgusto estetico. Tra l'incredulità per la forzatura dei confini ritenuti fino a ieri invalicabili dei diritti umani violati, e lo schifo per l'esibizione di ignorante rozzezza ostentata in forma di legge e di proposta parlamentare. Di reazione politica, neanche l'ombra. Come se quanto accade non fosse in realtà vero. Non si misurasse effettivamente con la nostra vicenda storica. Non costituisse uno strappo reale, un attentato a quella costituzione materiale - e anche, a questo punto formale - che aveva trainato l'Italia tra i paesi all'onor del mondo.
La linea governativa nell’ambito della formazione è rintracciabile, per ora, solo nella legge 133, approvata ad agosto 2008, un insieme di tagli a tutta la pubblica amministrazione, tra cui quelli gravissimi al fondo di finanziamento ordinario delle università (oltre al blocco del turn-over e la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni private), e nel DL180, un decreto scritto a novembre, poi trasformato in legge il 9 gennaio 2009, frettoloso e lacunoso su “il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”. Entrambe rinviavano ad una futura riforma complessiva del sistema universitario, di cui per mesi non abbiamo avuto che vaghe linee generali.
A fronte del presunto indietreggiamento del governo circa i tagli all’università, continua l’offensiva silenziosa di chi, nascondendosi dietro la maschera della meritocrazia e di un’università più giusta ed efficiente, intende perpetuare direttive che scaricano i costi della crisi su studenti e precari.